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Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi non avrò vissuto invano, se allevierò il dolore di una vita o guarirò una pena o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido non avrò vissuto invano. 
(Emily Dickinson)

Curiosità

La storia e' un insieme di date e avvenimenti che, spesso, hanno cambiato le sorti del mondo, ma un elemento costante nella storia del mondo e' stato il gatto.

I primi esemplari felini risalgono ai tempi degli Egizi per i quali il gatto era un animale sacro, apprezzato come cacciatore di topi e serpenti. Le più antiche testimonianze risalgono al 2130 a.C. quando la capitale dell'Egitto era la città di Bubasti famosa per il culto dei gatti sacri.

Dipinti raffiguranti gatti simili agli odierni Abissini e Egyptian Mau si possono trovare facilmente in Egitto e nei paesi dell'area mediorientale. Quando il gatto di casa moriva gli egiziani si rasavano i capelli e le sopracciglia in segno di lutto e chi usava violenza a un gatto veniva trattato alla stessa stregua di un comune delinquente.

 

Le vibrisse

Sono i " baffi del gatto", fonte della sua sensibilità tattile e funzionano come una sorta di radar guidando l'animale nell'oscurità e facendogli evitare gli ostacoli. Sono presenti sul labbro superiore, ma anche sulle guance, le arcate sopracciliari e persino sulla parte posteriore del polso.
Un gatto a cui fossero tagliati i baffi brancolerebbe nel buio come un cieco.

 

Allergia ai peli del gatto

In realtà non si è allergici ai peli del gatto ma alla saliva che il gatto deposita sul pelo quando si lecca per pulirsi. La proteina contenuta nella saliva provoca allergia nelle persone sensibili causando lacrimazione eccessiva, mal di testa, rinite. Ma niente paura... oggi esistono delle cure per alleviare questi disturbi.

 

estratto dell'articolo tratto da "Le Scienze - ed. it. di American Scientific"

Una molecola contro l’allergia ai gatti

Sviluppata una molecola chimerica in grado di interrompere la reazione immunitaria all’allergene presente nel pelo e nella saliva dei gatti. Lo riferiscono ricercatori dell’Università della California di Los Angeles in un articolo pubblicato online sul numero di aprile della rivista “Nature Medicine”.

I ricercatori hanno battezzato la molecola chimerica GFD (gamma Feline domesticus). L’estremità con l’allergene del gatto si lega agli anticorpi sulla superficie della cellula, mentre l’estremità umana si collega a una differente proteina, chiamata FcfxRIIB, che interrompe la risposta allergica. I ricercatori hanno sperimentato inizialmente la GFD nel sangue donato da pazienti allergici ai gatti.